Viaggio nel Cilento Interno alla Scoperta di Valori Umani

Voglio iniziare un viaggio alla scoperta dei Borghi del Cilento che per mia sfortuna non sono riuscito, nell’anni passati, a visitare e conoscere. Il Viaggio inizia da uno dei territori posti sul confine ad EST del Cilento e geograficamente molto distante dai soliti luoghi costieri del Territorio.

Approfittando dell’invito della Pro Loco e dell’Amministrazione Comunale ho iniziato il mio viaggio di primo pomeriggio, dopo la mia solita cura maniacale dei dettagli del percorso, e seguendo l’itinerario prescelto sotto questa canicola estiva, fortuna che l’auto è dotata di aria condizionata, ho iniziato a percorrere per la maggior parte le Strade Provinciali per raggiungere la meta.

Armato di eroica pazienza, inizio i primi chilometri sapendo che per raggiungere la meta, ne devo percorre circa settanta di chilometri.

La prima interruzione la incontro tra Monte Cicerale – Cicerale con obbligo di percorrere una strada comunale tra i boschi di castagno dove il Comune, forse mostrando lungimiranza o per alleviare i disagi ai propri concittadini ha provveduto a rinnovare la pavimentazione. Note dolenti, non appena si riprende la Strada Provinciale per Trentinara, è un susseguirsi di gimcane per evitare le numerose buche presenti nell’asfalto; proseguendo a passo d’uomo si riesce a raggiungere Trentinara per poi imboccare la strada Provinciale per Magliano Vetere – Stio. Fino a Capizzo, bene o male, la strada è percorribile e si apre un panorama mozzafiato sulla Valle dell’Alento con il Montestella che fa da sfondo tantè che, ti viene voglia di fermarti ed ammirare questa meraviglia colorata che dal verde intenso si macchia di giallo fino a confondersi con l’azzurro del cielo rispecchiato nell’acqua del Lago.

Oltre purtroppo, inizia il calvario, non c’è un metro di strada che non è interessato da smottamenti, avvallamenti e incuria tanto che i rovi hanno ristretto la sede stradale. Ti sorge spontanea la domanda: “Ma chi è preposto alla manutenzione, nella sua vita, ci è mai passato per questi luoghi?”, “Non si vergogna di percepire soldi nostri per non fare niente?”.

Raggiungo Laurino, ultimo baluardo da me conosciuto, ridente paesetto arroccato su un crinale, circondato da boschi sempreverdi con le case rivolte verso sud per acchiappare i raggi più caldi del Sole, ricco di storia, di Monumenti e non Ultimo, ricco di Musica, Capitale del Jazz.

Ma la strada non migliora, si notano soltanto alcune Rotatorie di recente fattura, poste lì come se dovessero rallentare il traffico eccessivo. In un’ora e un quarto di cammino non ho incontrato più di dieci autoveicoli.

Raggiungo finalmente Piaggine; con mia sorpresa scorgo un paese con palazzi di tre, quattro piani, anch’essi rivolti verso Sud che dalla sommità del crinale scendo verso la valle sottostante, con la maggior parte dei balconi in fiore in contrasto con tutto il verde del Cervati; la piazza attraversata brulica di persone intende a passeggiare e a mirare le vetrine dei negozi. Purtoppo si è fatto tardi e non vi è la possibilità di fermarsi per approfondire la conoscenza di questa ridente cittadina tanto lontana ma che secondo me, non ha nulla da invidiare alle famose località Alpine tanto decantate.

Appena fuori del paese, una scena che fa accapponare la pelle, una Villa di recente costruzione inclinata con appena il baricentro all’interno della base, integra e con gli infissi e le pareti esterne ancora al loro posto. Non è stata costruita così ma la solita frana l’ha ridotta in quel modo ed il primo pensiero che mi è saltato alla mente da Tecnico è: “possibile che con tutte le tecnologie di oggi non è stato previsto che in quella zona non doveva essere assolutamente edificata”. Ancora scosso dallo spettacolo appena visto, giungo al bivio per Teggiano (Sella del Corticato) e appena visibile tra i rovi, il segnale che indica l’approssimarsi della meta dopo circa due ore di viaggio.

Raggiungo la piazza all’ingresso del paese e parcheggio. Vi svelo che il paese è SACCO e sono qui perché nella serata si svolge la Prima Edizione del Concorso Nazionale di poesia in Dialetto ed in Lingua sul Cilento, denominato “UN SACCO DI VERSI”. Mi incammino lungo il Corso principale per raggiungere, Piazza del Popolo ove si svolge la Manifestazione e osservando i vicoli, per lo più sistemati a scala solo per il transito pedonale, estremamente puliti, noto che sono intitolati a personaggi a me sconosciuti. Nonostante che in paese vi siano pochi residenti, è molto esteso, ben curato e le presenze incontrate lungo la strada non danno la percezione che vi siano così pochi abitanti, sicuramente dovuto al ritorno dei Saccatari per le vacanze estive. Raggiunto lo slargo con alla sinistra, una maestosa e bellissima facciata di una Chiesa, ed in fondo, un piccolo palco con sistemate delle sedie, ritengo di aver raggiunto la meta.

Per prima cosa cerco qualcuno della Pro Loco e, mi viene presentato il Presidente che al mio ringraziamento per l’invito, mi presenta il Sindaco e mi invita per prima cosa di visitare la chiesa per poi trattenermi oltre il termine della manifestazione perché ci sarà un finale conviviale.

La Chiesa è a tre navate, ben curata, con la presenza di numerose statue di pregevole fattura, dipinti antichi e mostra tutto l’attaccamento degli abitanti e degli emigranti alle loro radici.

La serata trascorre piacevolmente e nel discorso del Sindaco, trovo molte risposte ai miei perché, del tipo: “le strade ed i vicoli sono intitolati a personaggi illustri di Sacco, come pure il museo”; ulteriore dimostrazione che chi è rimasto in paese non ha mai dimenticato chi è andato via a fare fortuna altrove, non ultimo, un Consigliere di Barak Obama alla Casa Bianca ha origini Saccatare.

Dopo il convivio in piazza offerto, mi incammino sulla via del ritorno e rifacendo a ritroso il Corso principale noto che davanti agli usci delle case tutte le generazioni, dai bambini agli anziani, sono seduti a godere della frescura serale e a raccontare fattarielli ma, non sfugge che, al passaggio del forestiero il BUONASERA è d’obbligo, retaggio della mia memoria che ti spinge a ricambiare con affetto. Lascio questo paese, certamente arricchito, e mi riprometto di tornare per rituffarmi in quei valori semplici di una volta, oramai persi in questo lembo di terra che è il Cilento Costiero. Un semplice Buonasera ricevuto così spontaneo ti fa capire il senso di ospitalità che ti offrono i tuoi conterranei così lontani ma così vicini alla tua anima.

ALLA SCOPERTA DEL CILENTO NASCOSTO

Continua il viaggio alla scoperta dei Borghi del Cilento per conoscere e far conoscere i luoghi fuori dalle rotte già tracciate.

Esistono dei luoghi, nonostante siano familiari, per distrazione o superficialità non vengono posti nella giusta considerazione e non ne viene apprezzato il valore storico che trasmettono.

Incontrandoli poi lungo durante il cammino della conoscenza ti sorgono spontanee alcune domande e considerazioni:

Possibile che ancora oggi possano essere rinvenuti manufatti costruiti presumibilmente da due o trecento anni?

Possibile che intere generazioni ne abbiano ignorato l’esistenza o peggio, ne abbiano ignorato il valore storico?

Purtroppo la poca attenzione ha permesso alla foresta di appropriarsene e nasconderli alla vista ma in un certo modo, li ha preservati dall’incuria degli umani.

Un territorio ricco di vestigia storiche a partire dal Castello del Cilento con il Borgo Medievale annesso, al Convento Benedettino, passando dalla Chiesa di S.Maria Vetere con il Campanile Brasiliano e dal Villaggio Abbandonato dei Carusi poteva ricordarsi che esisteva un Ponte in Pietra, non precisamente datato ma, conservato integralmente dalla vegetazione.Ponte Romano sulla Via del Sale

Detto Ponte, costruito quando il viaggiatore, attraversato Rutino, si recava a Lustra lungo il tracciato stradale diverso dall’attuale strada Provinciale con carrozze trainate da cavalli, sicuramente annovera tra i propri ricordi il passaggio di Nobili e Poveri Cristi oltre che, di Briganti, oggi è misconosciuto alla popolazione e alle istituzioni.

Purtroppo, come tutti i monumenti enunciati sono preclusi alla visita dei Turisti, in quanto detenuti da Privati o Enti Civili e Religiosi che ne precludono la fruibilità se non dietro preghiere e raccomandazioni, anche quest’ultimo monumento è irraggiungibile se non si è organizzati come Indiana Jones.

Sicuramente, ma non né ho potuto verificare l’esistenza, dovranno trovasi nei pressi anche i resti del sentiero che conduceva al manufatto e solcato dai mezzi di trasporto dell’epoca.

Speriamo che questa nuova scoperta, anche se di spessore minore rispetto ai monumenti esistenti, scuota la Popolazione, gli Enti Pubblici e le Associazioni ad investire nel Turismo, così come avviene in altri luoghi d’Italia dove un ammasso di pietre viene venduto al Mondo intero creando Economia e Benessere.

Basta mettere una lente d’ingrandimento sul Mappamondo e questi punti di spillo che sono i nostri paesi susciteranno curiosità e voglia di conoscenza da parte dei Cittadini del Mondo.

Fichi e Prosciutto

Ciò’ che la terra da ha un sapore, un colore, un piacere unico d’identità territoriale. E’ questo il caso dei fichi e del prosciutto prodotti nel Cilento, dove madre natura ha trovato il giusto connubio tra terra, aria e metodologia di coltivazione. Un giusto mix di terra quasi arida, giornate soleggiate E assenza di additivi industriali, offrono a questi prodotti un gusto particolare che non trova pari in altre parti d’Italia e nel mondo. Si prova eccitazione solo con l’assaggio.

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Iniziamo a Conoscerci

foto massimo inverso

Scrivere della mia terra, dei personaggi che nel loro vissuto hanno fatto la storia dei luoghi, delle famiglie, dei colori e dei suoni, è una passione che coltivo da tanto tempo. Con la maturità dell’esistenza, finalmente, voglio condividere con gli altri le mie sensazioni, i miei luoghi, le mie semplicità, realizzando dei quadri di vita quotidiana solo con la matita lasciando al lettore la possibilità di arricchirli e completarli con i colori della propria fantasia e stimolarlo a visitare il Cilento.